Giorno 1 – Atterriamo a Bangkok e facciamo i primi passi nella capitale
Dopo un volo diretto da Milano Malpensa durato circa dieci ore, atterriamo all’aeroporto Suvarnabhumi (BKK) poco dopo l’alba. La notte in volo è stata lunga e dormire non è stato facile, ma l’emozione di essere finalmente in Thailandia è più forte del jet lag.
Con gli occhi ancora un po’ gonfi e lo zaino in spalla, ci dirigiamo verso il centro città. Raggiungiamo Khao San Road in taxi (attenzione: accertatevi sempre che venga usato il tassametro o prenotate in anticipo tramite Grab) e ci sistemiamo in una guesthouse semplice ma accogliente, immersa nel caos colorato della zona.
Decidiamo di non partire subito con tappe impegnative. Ci lasciamo guidare dalla curiosità: ci perdiamo tra templi minori nei dintorni, come il Wat Chana Songkhram o il piccolo Wat Bowonniwet, lontani dai flussi turistici ma carichi di atmosfera.
Durante una passeggiata sul lungofiume, veniamo avvicinati da un uomo gentile che ci propone un tour in barca privata. Dopo un po’ di esitazione e una breve contrattazione (il prezzo iniziale era quasi il doppio), accettiamo: 1000 THB a testa per un’ora e mezza tra i klong, i canali di Bangkok.
È un’esperienza che ci sorprende: attraversiamo aree della città impossibili da vedere via terra, incrociamo case di legno su palafitte, bambini che giocano nell’acqua, mercati galleggianti improvvisati. Ci fermiamo al Buddha gigante del tempio Wat Intharawihan, anche se era ancora in fase di restauro ci lascia sbalordini la sua grandezza e maestosità.
Consiglio: il primo giorno non fate troppi piani. Bangkok può disorientare: lasciate spazio all’imprevisto, ai sensi, agli odori.
La sera, non potevamo non provare il nostro primo pad thai in un chiosco di strada. Seduti su piccoli sgabelli di plastica, circondati dal caos allegro di Khao San, brindiamo con una birra locale e iniziamo davvero a sentirci in viaggio.



Giorno 2 – Mercati sui binari e canali nascosti
Ci svegliamo molto presto – il jet lag aiuta – per raggiungere uno dei luoghi più particolari del nostro viaggio: il Maeklong Railway Market, a circa un’ora e mezza da Bangkok.
Prenotiamo un taxi tramite Grab, anche se esistono tour organizzati per questa escursione. Il mercato è allestito direttamente sui binari di una linea ferroviaria attiva: ogni volta che passa il treno, i venditori smontano i banchi in pochi secondi in una danza perfetta, poi li rimontano come se nulla fosse. È una scena che sembra uscita da un film, eppure è la vita quotidiana per chi lavora qui.
Proseguiamo verso un altro luogo iconico: il Damnoen Saduak Floating Market, a circa 30-40 minuti di distanza. Anche se è molto frequentato dai turisti, decidiamo comunque di viverlo. Saliamo su una long-tail boat e navighiamo tra canali stretti pieni di bancarelle galleggianti. Alcune vendono frutta esotica, altre noodles cotti direttamente a bordo, altre ancora souvenir più o meno autentici.
Abbiamo notato però che alcuni vendevano ( facendola stra pagare ) la possibilità di fare le foto con pitoni o lemuri, sconsiglio vivamente di promuovere e finanziare attività in cui vengono sfruttati questi animali.
Curiosità: se volete un’esperienza più autentica, potete considerare il mercato galleggiante di Amphawa, più frequentato dalla popolazione locale e meno turistico, soprattutto nel weekend.
Torniamo a Bangkok nel primo pomeriggio, esausti ma felici. Per tutti gli spostamenti abbiamo usato Grab, una app simile a Uber, utilissima per evitare fraintendimenti con i tassisti.
- Nota di viaggio: se avete dimestichezza con la guida e volete vivere la città su due ruote, è possibile noleggiare uno scooter per pochi euro. Ma attenzione: il traffico a Bangkok è caotico, la guida è a sinistra e l’uso del casco non è sempre rispettato (anche se è obbligatorio). Noi abbiamo preferito lasciar perdere.


Giorno 3 – Dalla frenesia alla quiete: Phetchaburi e Hua Hin
Lasciamo Bangkok con un van privato prenotato il giorno prima presso un’agenzia locale. Dopo circa due ore e mezza di viaggio arriviamo a Phetchaburi, una città spesso snobbata dai turisti ma che ci ha regalato uno dei momenti più suggestivi del viaggio.
Visitiamo la Tham Khao Luang Cave, una grotta naturale con aperture nel soffitto da cui filtra la luce del sole, illuminando decine di statue di Buddha. È un luogo silenzioso, quasi mistico.
Un po’ di storia: durante il regno di Rama IV, la grotta fu trasformata in un santuario reale e arricchita con statue sacre, tra cui una imponente statua del Buddha sdraiato. Ancora oggi è un luogo di pellegrinaggio. L’ingresso è gratuito, ma si può salire in cima alla collina con un songthaew (una specie di pick-up condiviso) per 25 baht.
Nel tardo pomeriggio arriviamo a Hua Hin, città di mare frequentata anche dai thailandesi. Purtroppo piove, ma non ci scoraggiamo: ci infiliamo le giacche impermeabili e passeggiamo sulla spiaggia sotto una pioggia fine e calda.
La sera andiamo al Night Market, uno dei più famosi della zona. Qui assaggiamo uno dei piatti migliori del viaggio: riso saltato con verdure fresche, cucinato davanti a noi in pochi minuti.
Info utile: il van privato con guida ci è costato circa 30€ in due per tutta la giornata, prenotato tramite un centro informazioni turistiche in zona Khao San.


Giorno 4 – Tra grotte luminose e animali in libertà
La mattina partiamo presto da Hua Hin per una giornata dedicata alla natura, quella autentica e selvaggia. Dopo circa un’ora di auto arriviamo al Parco Nazionale di Sam Roi Yot, il primo parco costiero della Thailandia, famoso per le sue montagne calcaree, le paludi e le grotte.
La nostra meta è la leggendaria Phraya Nakhon Cave, una delle immagini simbolo del paese. Per raggiungerla, seguiamo un piccolo sentiero che costeggia il mare, immerso in una vegetazione fitta. Alcuni tratti sono ripidi e scivolosi, soprattutto con l’umidità, quindi consigliamo scarpe comode e abbigliamento traspirante.
A metà strada, prendiamo una barca locale gestita da pescatori del posto (circa 100-150 THB a persona) per tagliare un tratto via mare. Poi ci attende una camminata in salita nella giungla: sudiamo tanto, ma quando finalmente entriamo nella grotta, la fatica svanisce.
Un raggio di luce filtra dall’alto e illumina il padiglione reale Kuha Karuhas, costruito nel 1890 per una visita del Re Rama V. Tutto intorno stalattiti, silenzio e aria densa di storia e spiritualità. È uno dei luoghi più incredibili che abbiamo mai visto.
Dopo pranzo ci rimettiamo in viaggio verso un’altra perla nascosta: il Parco Nazionale di Kui Buri, a circa un’ora e mezza di distanza. Qui ci aspetta una vera esperienza safari.
All’ingresso prenotiamo un’escursione guidata (è obbligatorio entrare con le guide del parco) e saliamo su un camioncino 4×4 con altri viaggiatori. Ci vengono forniti binocoli e telescopi: la speranza è vedere elefanti asiatici nel loro habitat naturale, insieme a cervi, uccelli rari, magari perfino orsi dal collare o pantere nere. Noi siamo riusciti a vedere un gruppo di elefanti in lontananza, numerosi bisonti e anche se in modo fugace, un bellissimo esemplare di pappagallo blu.
- Nota di viaggio: la natura non si comanda. Gli avvistamenti non sono garantiti, ma l’esperienza vale comunque. Anche solo trovarsi in quella pace, tra le colline, a scrutare la foresta, ci ha fatto sentire parte di qualcosa di più grande.
Dopo il tramonto, ripartiamo verso sud. Ci attendono circa tre ore di viaggio in van fino a Chumphon, dove abbiamo prenotato un hotel con piscina per dormire e riposarci. È stata una giornata intensa, faticosa… ma la più emozionante fino a quel momento.




Giorno 5 – Khao Sok: la giungla vera
Dopo una colazione veloce, partiamo per Khao Sok, una delle aree più selvagge e affascinanti della Thailandia. Il tragitto da Chumphon dura circa tre ore, attraversiamo strade immerse nel verde e piccoli villaggi.
La prima tappa della giornata è il Buathong Elephant Home. Avevamo letto che fosse un santuario etico, ma appena arrivati percepiamo qualcosa che non ci convince. Gli elefanti sono legati, non ci viene spiegato nulla sulla loro provenienza, e l’interazione proposta (fare il bagno con loro) guardandola ora, ci lascia un senso di disagio.
Consiglio: prima di visitare un “santuario”, bisogna informarsi con attenzione. é meglio preferire strutture certificate da enti riconosciuti come Asian Elephant Alliance, World Animal Protection o Global Spirit.
Il pomeriggio, invece, si trasforma in pura poesia: partecipiamo a un’attività di Bamboo Rafting lungo il fiume.
Saltiamo su una zattera fatta interamente di canne di bambù, con un bastone che ci aiuta a navigare. Scivoliamo lentamente lungo le acque torbide circondate da pareti di giungla, tra uccelli che cantano e una vegetazione fitta che sembra uscita da un film di Miyazaki.
Alla fine della discesa, ci fermiamo all’interno della foresta, dove le guide, con pochi strumenti, accendono un piccolo fuoco e ci preparano del caffè istantaneo servito in tazze fatte con il bamboo appena tagliato. Un momento semplice, ma così autentico da sembrare irreale.
La sera dormiamo presso il Khao Sok Smiley Bungalow, immerso nella natura. Non c’è lusso, ma ci addormentiamo con il rumore dei grilli e il cuore pieno.




Giorno 6 – Lago Cheow Lan e notte galleggiante
Ci dirigiamo verso il molo Ratchaprapha Dam, da dove partono le imbarcazioni dirette al leggendario Cheow Lan Lake, nel cuore del Parco Nazionale di Khao Sok.
Saliamo su una long-tail boat in legno: il motore è rumoroso, ma lo scenario ci lascia a bocca aperta. Il lago è punteggiato da imponenti faraglioni di roccia calcarea che si stagliano sull’acqua color smeraldo. In un’ora arriviamo al nostro floating village: una fila di bungalow galleggianti ancorati nel nulla.
Alloggiamo al Khao Sok Smiley Lakehouse, un luogo fuori dal mondo. Nessun segnale, nessun Wi-Fi, solo silenzio, vento, acqua e noi.
Trascorriamo la giornata tra kayak, nuotate, momenti di relax sull’amaca e un tour in barca al tramonto. Il cielo si colora di rosa e oro, il lago si fa immobile, e davanti a noi – quasi a volerci salutare – compaiono due arcobaleni perfetti.
- Nota di viaggio: se avete bisogno di connessione, avvisate prima amici o famiglia. In questo paradiso non prende nulla. E va bene così.
Questa notte dormiamo cullati dal lago, sotto il cielo stellato. Una delle esperienze più magiche del nostro viaggio, se non della nostra vita.




Giorno 7 – Koh Phangan: sapori e tramonti
Dopo l’alba sul lago Cheow Lan e una colazione vista acqua, lasciamo a malincuore il nostro villaggio galleggiante. Riprendiamo la long-tail boat verso il molo, poi un van ci accompagna fino al porto di Donsak, nel sud della Thailandia (circa 2 ore e mezza di strada).
Da lì salpiamo in traghetto per Koh Phangan: il mare è calmo e il cielo limpido, e il viaggio dura circa due ore e mezza. Durante la traversata incontriamo viaggiatori da tutto il mondo: zaini enormi, volti sorridenti e lo stesso entusiasmo per la prossima tappa.
Arrivati sull’isola, ci sistemiamo in un piccolo resort affacciato sul mare, scelto per la posizione tranquilla ma comoda: amache, sabbia bianca e tramonto sul golfo. Ci prendiamo qualche ora per rilassarci, passeggiare a piedi nudi sulla spiaggia e respirare l’atmosfera rilassata che solo un’isola tropicale sa offrire.
Nel pomeriggio partecipiamo a una cooking class locale in una casa privata gestita da donne thailandesi. È una delle esperienze più belle della giornata: impariamo a cucinare pad thai, involtini primavera e il famoso mango sticky rice, con tanto di spiegazioni sulle spezie e i gesti della cucina tradizionale.
Curiosità: ogni piatto ha un equilibrio perfetto tra dolce, salato, piccante e acido. Ci fanno assaggiare tutto e ci danno anche un ricettario da portare a casa!


Giorno 8 – Escursione a Koh Tao
Sveglia presto: oggi ci aspetta un’altra isola da sogno. Prendiamo una fast boat da Koh Phangan e in circa un’ora arriviamo a Koh Tao, famosa per i suoi fondali ricchi e la barriera corallina intatta.
Abbiamo prenotato un tour giornaliero con più soste per lo snorkeling. L’acqua è così trasparente che vediamo i pesci ancora prima di tuffarci: pesci farfalla, pappagallo, anemoni, stelle marine e persino piccoli squali pinna nera (innocui!). È come nuotare in un documentario.
Durante la giornata visitiamo anche Koh Nang Yuan, un’isola privata a pochi minuti da Koh Tao. Il punto panoramico è raggiungibile con una breve salita e ci regala una vista pazzesca sulle tre lingue di sabbia che collegano gli isolotti. L’ingresso ha un costo (250 baht per adulto), da pagare in contanti, ma spesso è incluso nei pacchetti organizzati. L’isola è aperta dalle 9.00 alle 17.00 circa. Questo principalmente per controllare l’affollamento e consentire alle persone che soggiornano sull’isola di apprezzare la bellezza di questo luogo senza sentirsi privi di privacy.
- Nota di viaggio: Ricordatevi che su Koh Nang Yuan sono vietate la plastica usa e getta e le pinne (per proteggere la barriera corallina). Ricordatevi la borraccia riutilizzabile!
Nel tardo pomeriggio rientriamo a Koh Phangan e dopo una doccia veloce ci buttiamo nella sua leggendaria nightlife. Non c’è solo la Full Moon Party: scopriamo localini sulla spiaggia con musica soft, fuochi accesi sulla sabbia e cocktail alla frutta freschissima.
È una notte di chiacchiere, musica, e sorrisi. Ci sentiamo leggeri.

Giorno 9 – A spasso per Koh Samui
Il nono giorno cambiamo isola e ci spostiamo su Koh Samui, la più grande del Golfo. Prendiamo una fast boat che in circa 30-45 minuti ci porta direttamente lì. All’arrivo ci colpisce subito il contrasto: resort di lusso, traffico più intenso… ma anche baie isolate e natura rigogliosa.
Abbiamo deciso di non noleggiare uno scooter (troppa voglia di staccare del tutto), così ci muoviamo con Bolt, l’app per il trasporto locale. È comoda, sicura e super economica. Con pochi clic ci spostiamo tra spiagge e ristoranti senza stress.
Dedichiamo la giornata all’esplorazione libera:
- Chaweng Beach, lunga e vivace, perfetta per chi ama passeggiare e fare shopping.
- Lamai, più tranquilla, dove pranziamo in un ristorantino con tavoli direttamente sulla sabbia.
- Silver Beach, una piccola baia nascosta tra le rocce, con acqua trasparente e sabbia fine come farina.
Tra un bagno e l’altro ci fermiamo per un frullato di mango fresco, il primo piatto di pasta del viaggio (e sì, era buonissima!) e un massaggio Thai vista mare che ci rimette al mondo.
Nel tardo pomeriggio ci spostiamo sulla costa ovest per camminare al tramonto. Il cielo si colora di rosa, arancio e oro, e restiamo in silenzio a guardarlo, grati per ogni passo fatto finora.
- Nota di viaggio: se non ci sentiamo sicuri con uno scooter, Bolt è davvero la soluzione perfetta per muoversi sull’isola. Anche per tratte brevi.
Giorno 9 – Il mio primo tuffo
È arrivato il momento di realizzare uno dei miei sogni: fare diving. Ho scelto di affidarci al centro Samui Discovery Divers Co., Ltd, consigliato da altri viaggiatori per la sua professionalità, sicurezza e ambiente rilassato.
La giornata inizia presto: il pick-up dall’hotel è incluso nel pacchetto, comodissimo perché ci evita qualsiasi pensiero logistico. Arrivati al centro diving, nella zona nord di Koh Samui, ci accoglie uno staff gentile e super organizzato. Facciamo un briefing teorico, impariamo le basi del respiro con erogatore e poi qualche esercizio in acque basse per familiarizzare con l’attrezzatura.
Ho scelto il pacchetto Discovery Dive, perfetto per chi – come me – non ha ancora il brevetto ma vuole provare l’esperienza completa, con un istruttore personale al proprio fianco durante tutta l’immersione.
Saliamo su una barca attrezzata e ci dirigiamo verso Koh Tao e il Parco Marino di Ang Thong. Il mare è calmo, il sole alto. Quando ci immergiamo per davvero, ci si apre un mondo: coralli coloratissimi, pesci tropicali, silenzio ovattato e pace profonda. Scendiamo gradualmente fino a circa 10 metri: ci sentiamo liberi, leggeri, come se volassimo.
- Informazione utile: il pacchetto Discovery Dive costa tra i 3.500 e i 4.000 THB, comprensivo di pick-up, attrezzatura, barca, istruttore e pranzo a bordo. È bene prenotare almeno un giorno prima, anche online.
Rientriamo nel tardo pomeriggio, stanchi ma felicissimi. Dopo una doccia veloce, io decido di rilassarmi in piscina, godendomi la tranquillità del tardo pomeriggio e il cielo che inizia a tingersi di rosa.

Nel frattempo, il mio ragazzo – che ha sempre avuto una passione per gli sport – coglie l’occasione per provare una lezione privata di Muay Thai, la boxe thailandese. Trova una palestra locale dove un insegnante esperto gli dedica un’ora intensa tra calci, pugni e tecniche tradizionali.
Esperienza intensa: torna sudato, entusiasta e pieno di racconti. La lezione non è solo sport, ma anche immersione in una cultura antica fatta di rispetto, disciplina e tradizione. Un momento tutto suo, che completa la giornata con una carica di energia diversa dalla nostra mattina sott’acqua.

Giorno 11 – Rientro a Bangkok e un ricordo indelebile
Lasciamo Koh Samui la mattina, diretti a Bangkok. Abbiamo scelto una combinazione comoda: van + volo interno da Surat Thani, uno degli aeroporti più vicini. In tutto, tra trasferimenti e check-in, impieghiamo circa 4-5 ore.
Atterriamo nel tardo pomeriggio. Bangkok ci accoglie di nuovo con il suo caos familiare, l’aria densa e le insegne luminose. Abbiamo ancora la sabbia tra le dita dei piedi, ma già un po’ di nostalgia.
Decido di regalarmi qualcosa di personale, di simbolico: un tatuaggio che ci ricordi per sempre questo viaggio.
Giriamo per il quartiere vicino a Khao San Road, alla ricerca di uno studio serio. Controlliamo le recensioni, guardiamo i portfolio su Instagram, entriamo, parliamo con gli artisti. Scegliamo uno studio pulitissimo, professionale, con certificazioni e aghi monouso.
E così, tra emozione e adrenalina, mi faccio tatuare una parola semplice e potente: felicità. Un piccolo promemoria da portarmi addosso ogni giorno.
Curiosità: i tatuaggi a Bangkok sono parte della cultura urbana. Ci sono anche i famosi sak yant, tatuaggi sacri buddisti eseguiti da monaci con tecniche antiche. Se vi interessa, servono ricerca e rispetto profondo.
La sera la passiamo a camminare nei vicoli, con la pelle che pizzica leggermente e un sorriso che non ci lascia.

Giorno 12 – Arte, templi e street food prima del volo
È l’ultimo giorno, e vogliamo viverlo intensamente. Per evitare corse e stress, abbiamo prenotato in anticipo una guida ufficiale locale che ci accompagni tra i luoghi più simbolici di Bangkok, permettendoci di scoprire la città con occhi nuovi.
Cominciamo dal maestoso Grand Palace, un complesso reale che lascia senza parole: cupole dorate, mosaici scintillanti, statue sacre. Entriamo anche nel Wat Phra Kaew, il celebre Tempio del Buddha di Smeraldo, e restiamo colpiti dalla cura e dal silenzio che avvolgono l’intero complesso.
Proseguiamo poi al Wat Pho, con il suo Buddha Sdraiato lungo 46 metri, interamente ricoperto d’oro. La guida ci racconta aneddoti, simbolismi, leggende legate a ogni angolo del tempio. Con lei scopriamo dettagli che da soli non avremmo mai notato.
Nel pomeriggio ci regaliamo un’ultima gita in barca tra i klong della città vecchia. Torniamo lì dove tutto è cominciato: sull’acqua, tra case in legno, bambini che giocano, monaci in arancione, gatti assonnati sui davanzali.
Poi arriva il momento del nostro gran finale culinario: un tour dello street food. La nostra guida ci porta tra bancarelle locali, dove assaggiamo:
- Pad thai fatto al momento
- Satay di pollo alla griglia con salsa di arachidi
- Mango sticky rice cremoso
E il nostro immancabile succo di cocco fresco
Con lo stomaco pieno e il cuore traboccante, torniamo in hotel, recuperiamo i bagagli e prendiamo un taxi per l’aeroporto. Il nostro volo parte a mezzanotte.
Ci guardiamo negli occhi, un po’ stanchi, un po’ in silenzio. E ci diciamo la stessa cosa: questo viaggio resterà con noi, ovunque andremo.


Un grazie speciale a Fabio, per essere stato il mio compagno di viaggio, di immersioni e di scoperte. Anche nelle piccole cose, non smette mai di sorprendermi.
Se anche tu stai sognando la Thailandia e hai voglia di vivere un’esperienza autentica tra natura, sport e avventura, salva questo itinerario e lasciati ispirare.
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Scrivimi nei commenti o contattami, sarò felice di aiutarti!