Ci sono tappe di un cammino che si ricordano per la fatica, e tappe che si ricordano per la bellezza. Gli ultimi sei giorni del mio Cammino Portoghese, quelli che da Nigran mi hanno portato fino alla Plaza del Obradoiro, appartengono decisamente alla seconda categoria. Sono i giorni in cui il conto alla rovescia verso Santiago diventa concreto, e ogni tappa sembra voler regalare qualcosa in più prima della fine.

Day 9 — Nigran → Vigo, l’oceano come compagno di viaggio
Distanza: 17,62 km Tempo: 4,30 ore Passi: 38.570
Comincio con una confessione: quel giorno ho sbagliato strada. Presa dalla fretta o dalla distrazione, ho imboccato il percorso interno invece di quello costiero. Un errore che non consiglio a nessuno, perché il tratto lungo l’Atlantico è tutta un’altra storia.
Il percorso corretto parte da Playa América e si snoda tra Panxón e la Penisola di Monteferro, per poi proseguire verso Playa de Patos e Playa de Canas: una spiaggia dopo l’altra, con l’oceano che non abbandona mai lo sguardo. Da Canas si sale verso O Portiño e Saiáns, si continua lungo la costa attraverso Canido e O Vao, si attraversa il fiume Lagares e finalmente si entra a Vigo dalla spiaggia di Samil, accompagnati dall’isola di Toralla che chiude in bellezza gli ultimi passi. È difficile immaginare un ingresso in città più scenografico di questo.
E c’è un altro motivo per ricordare questa giornata: da qui siamo ufficialmente sotto i 100 chilometri da Santiago. Il traguardo, che fino a poco prima sembrava un’idea astratta, comincia a farsi sentire.
Dove ho dormito? Albergue público de peregrinos de Vigo Juan Manuel López-Chaves.
L’albergue di oggi è riservato esclusivamente ai pellegrini. Si nota che è stato ristrutturato di recente: è moderno, pulitissimo e dotato di ottimi servizi, tra cui un grande terrazzo, lavatrice e asciugatrice. La cucina è a disposizione, ma purtroppo è priva di utensili. La zona circostante non è un granché, ma è molto comoda e vicina a tutto, compreso un grande supermercato. 10 €
Highlights del giorno: Non l’oceano, stranamente, ma la scelta di spedire lo zaino con il servizio di trasporto: il mio ginocchio, dopo otto giorni di cammino, me ne è stato grato per tutto il resto della tappa.

Day 10 — Vigo → Ponte Sampaio, tra estuari e storia
Distanza: 24.51 km Tempo: 7 ore Passi: 41.226
Si lascia Vigo salendo tra le strade del centro, con le prime vedute sull’estuario che accompagnano i chilometri iniziali. Il percorso alterna asfalto e sentieri sterrati, attraversa boschi e piccoli quartieri fino a Redondela, che accoglie il viandante con i suoi imponenti viadotti ferroviari.
Da lì si prosegue tra le strade della Galizia più rurale, con la Ría de Vigo che si apre e si chiude tra un paese e l’altro in una serie di viste che tolgono il fiato. Si passa per Cesantes — un’attenzione in più è d’obbligo qui, è il punto più pericoloso di tutto il cammino nell’attraversamento della strada nazionale — per poi risalire verso Arcade, paese turistico famoso per le sue ostriche e per un castello circondato da giardini che ospitano oltre 500 specie di camelie.
La tappa si chiude in bellezza a Ponte Sampaio, su un imponente ponte in pietra che attraversa il fiume Verdugo. Non è solo scenografia: è qui che nel giugno del 1809 le truppe di Napoleone furono sconfitte dalla milizia galiziana, in uno scontro che segnò il ritiro francese dalla Galizia. Camminare su quelle pietre, sapendo cosa è successo lì, aggiunge un peso diverso ai passi.
Dove ho dormito? Hostel Albergue O Mesón
L’ostello di oggi è privato. Offre una pulizia eccezionale, un’ottima accoglienza e numerosi servizi, tra cui una cucina moderna e attrezzata, distributori automatici, una lavanderia e un bar con un piccolo minimarket. 18 €
Highlights del giorno:
Tappa lunga oggi, forse una delle più impegnative finora — eppure quella che ricordo per le persone, non per i chilometri. Lungo il cammino tanti incontri inaspettati, storie uniche raccolte quasi per caso. Sono giorni così che ricordano perché si è partiti.

Day 11 — Ponte Sampaio → Pontevedra
Distanza: 11.52 km Tempo: 3 ore Passi: 25.531
Si parte sulle lastre di pietra della strada romana XIX, la stessa che in epoca romana collegava Braga ad Astorga: un pezzo di storia sotto i piedi. Il cammino attraversa boschi, incontra una sorgente naturale a Figueirido e segue il sentiero fluviale del fiume dos Gafos fino a Pontevedra, una delle città più belle di tutta la Galizia. Strade acciottolate, piazze storiche, un’atmosfera che invita a fermarsi più a lungo del previsto e a volte è giusto lasciarsi tentare. Come ho fatto io.
Dove ho dormito? Acola’ Hostel
Ostello privato molto accogliente dotata di ottimi spazi condivisi, tra cui una cucina e una sala comune ben attrezzate. 22 €
Hightlight del giorno: Una tappa dolce, senza strappi: il tempo è volato senza che ce ne accorgessimo. Le chiacchiere si sono intrecciate con le risate, una parola tirava l’altra, e a un certo punto eravamo già arrivate — senza nemmeno il tempo di accorgercene.

Day 12 — Pontevedra → Caldas de Reis
Distanza: 21.05 km Tempo: 5 ore Passi: 42.505
Si riparte dall’iconica Plaza de la Peregrina. La città lascia presto spazio alla campagna: querce centenarie, villaggi silenziosi, il Pozo Negro. A chi ha ancora energia consiglio la deviazione verso la cascata del fiume Barosa — ne vale davvero la pena. Si arriva così a Caldas de Reis, con Santiago ormai vicina ma senza ancora quel filo di malinconia che accompagna la fine di un viaggio. Il premio finale della tappa sono le acque termali della città, una tradizione che affonda le radici nella preistoria. Dopo un giorno di cammino, immergersi in quelle acque è semplicemente la cosa più bella del mondo.
Dove ho dormito? Albergue A Queimada
Ostello strategico, situato in una posizione comoda. Atmosfera tranquilla e ambiente tranquillo. Gli spazi comuni (cucina e salone) sono ottimi.
20 €
Hightlight del giorno: Tra vigneti rigogliosi e paesini dove ogni bar sembrava invitare a fermarsi, la vera perla è arrivata alla fine: le terme naturali di Caldas de Reis, dove ci siamo concesse un riposo meritato per gambe e mente. Il modo perfetto per chiudere una tappa indimenticabile.

Day 13 — Caldas de Reis → Padrón, la penultima tappa
Distanza: 18,77 km Tempo: 5.30 ore Passi: 34.472
Si cammina tra sentieri rurali, chiese antiche e piccoli paesi della Galizia più profonda, fino a entrare nella provincia di A Coruña. È una tappa tranquilla, quasi meditativa, come se il cammino stesso stesse preparando il corpo e la mente a ciò che verrà.
Si arriva a Padrón, città natale della scrittrice galiziana Rosalía de Castro e custode di una delle leggende più affascinanti dell’intero cammino: nella chiesa di Santiago riposa “el Pedrón”, la pietra a cui, secondo la tradizione, fu ormeggiata la barca che trasportò le spoglie dell’apostolo Giacomo. È da qui che nasce la Variante Spirituale della Via Portoghese. E poi, naturalmente, ci sono i peperoni di Padrón: alcuni piccanti, altri no, e il bello sta proprio nel non saperlo mai in anticipo.
Il consiglio per questa tappa è semplice: arrivare presto, riposare, andare a letto presto. Il giorno dopo si va a Santiago.

Dove ho dormito?
Albergue da Meiga — a un centinaio di metri dal Cammino, pulito e accogliente. C’è un’area comune per i pasti, ma attenzione: si cucina solo di microonde, quindi se contate di prepararvi qualcosa portatevi già pronto. I bagni sono il punto debole della struttura. 18 €
Hightlight del giorno: Non un luogo, ma un piatto: il pranzo tipico galiziano che ci siamo concesse all’arrivo a Padrón. Dopo giorni di panini mangiati al volo e cene improvvisate coi prodotti del supermercato, ci è sembrato un vero lusso, quasi un sogno.

Day 14 — Padrón → Santiago de Compostela. Si arriva.
Distanza: 25,43 km Tempo: 8 ore Passi: 52.668
L’ultima tappa attraversa piccoli villaggi e binari ferroviari da superare con attenzione, prima delle salite verso Teo e Faramello — le ultime, quelle che fanno più male alle gambe ma anche più effetto al cuore. Lungo il percorso si incontra la collegiata di Iria Flavia, il Santuario di A Escravitude con la sua leggenda di guarigioni miracolose, e poi O Milladoiro, dove il paesaggio cambia e si capisce, senza bisogno di dirselo, che ci siamo quasi.

Si entra a Santiago attraverso il quartiere di Conxo. Poi Rúa do Franco. E poi, all’improvviso, la Plaza del Obradoiro si apre davanti agli occhi.
Non esistono parole giuste per descrivere quel momento. Ci si arriva, e basta.
Dopo la Compostela, Santiago va vissuta: il centro storico, una bibita con le tapas, e quella sensazione strana — quasi spiazzante — di non dover camminare da nessuna parte il giorno dopo.

Dove ho dormito?
Albergue Santos — posizione ottima, in piena zona pedonale e a poco più di un chilometro dalla cattedrale. Personale gentile, zona molto servita. 22 €

Non ci sono parole per raccontare l’emozione di trovarsi davanti alla cattedrale: è qualcosa che va vissuto, e nessun racconto potrà mai renderle davvero giustizia. Grazie, cammino, per ogni emozione, pensiero, sorriso e risata che mi hai regalato.
Quattordici giorni, centinaia di chilometri, un cammino finito.
Grazie a chi ha seguito questo viaggio tappa dopo tappa. È stato bello condividerlo e ricordarlo.



Buon cammino.