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Il Cammino Portoghese Costiero da Porto a Santiago — Prima Parte

Sentiero costiero del Cammino Portoghese con frecce gialle e vista sull'oceano Atlantico Sentiero costiero del Cammino Portoghese con frecce gialle e vista sull'oceano Atlantico

14 giorni, 280 chilometri, un paio di scarpe e uno zaino.

C’è un momento, durante un cammino lungo, in cui smetti di contare i chilometri e cominci a contare i giorni. Per me quel momento è arrivato da qualche parte tra le frecce gialle nascoste di Porto e le terme di Caldas de Reis. Quattordici giorni, da Porto a Santiago de Compostela, sempre (o quasi) con l’Atlantico a fare da compagno di viaggio.

In questa prima parte vi racconto i primi otto giorni: dal Portogallo all’ingresso in Galizia, fino a quel momento, quasi simbolico, in cui mi sono ritrovata esattamente a metà del mio cammino.

Ecco il racconto, tappa per tappa.

Giorno 1 — Porto → Labruge

Distanza: 23,78 km Tempo: 6,30 ore Passi: 34.696

Si parte dalla cattedrale di Sé, si scende fino al Douro, e da lì si cammina praticamente sull’acqua per tutta la giornata: prima il fiume, poi l’oceano. Il percorso passa per il lungomare di Matosinhos e attraversa il Ponte Móvel sul porto di Leixões: quello mobile, con le frecce gialle dipinte direttamente sulla rampa, per continuare fino alle spiagge di Lavra e Labruge. Una tappa generosa: fontanelle per ricaricare l’acqua, bar dove fermarsi a prendere fiato, punti panoramici sull’Atlantico che fanno dimenticare quanto si stia camminando.

Dove ho dormito? Albergue Municipal de S.tiago — struttura riservata esclusivamente ai pellegrini, con 102 letti a castello e nuovi bungalow con due lettini sul retro. Gestita dall’hospitalera Carla, accessibile con credenziale dalle 14:00 alle 22:00, pet-friendly (previa conferma) e aperta persino a Natale e Capodanno. Wi-Fi, deposito bici, cucina comune con frigo e microonde, lavanderia con lavatrice e asciugatrice, il tutto a pochi passi da panetteria, farmacia e un piccolo negozio.
Costo: 15 euro.

Highlight del giorno: Aver conosciuto Giuliana, una ragazza siciliana, ora un’amica, che mi ha fatto compagnia per quasi tutto il resto del cammino e trovarci a cantare con un signore portoghese “l’italiano”.

Giorno 2 — Labruge → Póvoa de Varzim (~18 km)

Distanza: 13,27 km Tempo: 4,30 ore Passi: 28.044

Si cammina quasi sempre a ridosso del mare, su passerelle in legno che scorrono tra dune, rocce e spiagge. Lungo la strada si attraversa di tutto: le case multicolori dei pescatori di Vila Chã, la Riserva Ornitologica di Mindelo, i resti di un insediamento dell’Età del Ferro a Sampaio, la chiesa di Santa Maria di Azurara, del XVI secolo, affacciata sul fiume Ave. Prima di arrivare a Póvoa si passa per Vila do Conde, città ricca di storia con il suo acquedotto, la chiesa matrice e la fortezza di San Juan: ottimo posto per timbrare le credenziali e riprendere fiato.

Attenzione: da Vila do Conde partono anche frecce che portano verso il Cammino Centrale. Si seguono solo quelle della costa.

Dove ho dormito? Albergue de Peregrinos São José de Ribamar — piccolo e modesto ostello religioso al primo piano di un edificio della parrocchia di São José de Ribamar, aperto tutto l’anno dalle 14:00 alle 20:00, accessibile anche a studenti e seminaristi oltre che ai pellegrini del Cammino Portoghese della costa. Cucina, microonde, frigorifero, lenzuola monouso, coperte e deposito biciclette. Da tenere in considerazione: il Wi-Fi non funziona benissimo e le prese elettriche sono lontane dai letti. Costo: 10 euro.

Highlight del giorno: Nonostante un’infiammazione al ginocchio del giorno prima, sono riuscita a completare la tappa (anche se a passo lumaca).

Giorno 3 — Póvoa de Varzim → Esposende

Distanza: 20,33 km Tempo: 5 ore Passi: 33.129

Una tappa che cambia faccia più volte. Si parte sul lungomare di Póvoa, tra bar in spiaggia e terrazze sull’oceano, poi si entra in un ritmo più tranquillo: passerelle di legno, dune, vecchi mulini a vento, campi e serre. Prima di Esposende si attraversano Apúlia e poi Fão, dove un ponte in ferro del 1892 porta dall’altra parte del fiume Cádavo.

Non è la tappa più spettacolare — lo dicono anche le guide — ma è qui che si trovano alcune delle cose più belle dell’intero Cammino: murales a tema pellegrino dipinti sui muri dei paesi, piccole casette costruite dai pellegrini sugli alberi e piene di gadget lasciati in dono, punti dove la tradizione vuole che si lasci un sassolino con il proprio nome. Gesti semplici che raccontano quante persone sono passate di qui prima di te. Una tappa che sa di “prima di qualcosa di grande”.

Dove ho dormito? InnEsposende Sports Hostelostello privato in una zona molto comoda per il cammino, con sala comune, cucina condivisa, deposito bagagli, armadi nelle camere, lenzuola e asciugamani inclusi e Wi-Fi gratuito. Da tenere in considerazione: gli armadietti non hanno il lucchetto (meglio portarne uno da casa), ed è disponibile uno spazio per stendere i panni ma non un lavatoio. Costo: 18 euro.

Highlight del giorno: Aver lasciato il mio primo sassolino con il mio nome lungo il cammino.

Giorno 4 — Esposende → Viana do Castelo

Distanza: 25,27 km Tempo: 7 ore Passi: 43.962

Una tappa che cambia scenario e fa salutare la costa per un po’. Si lascia Esposende in direzione Marinhas, addentrandosi nell’interno tra piccoli paesi e strade tranquille. Dopo il Centro Civico di Mar e la chiesa di Belinho, il Cammino mostra il suo lato più verde e selvaggio: il punto più bello è la parrocchia di Antas e la discesa verso il fiume Neiva, attraversato su un antico e suggestivo ponte medievale di pietra.

Da lì si risale tra boschi di eucalipti, passando per la cappella di Nossa Senhora de Guadalupe e la chiesa di São Tiago, fino a São Romão de Neiva e al villaggio di Chafé. Solo perché si lascia la costa per qualche chilometro non significa che manchi la bellezza: l’interno ha un silenzio e un’atmosfera incredibili. E la ricompensa finale ripaga ogni salita: l’arrivo a Viana do Castelo, la “filigrana d’oro” del Portoghese, dove l’oceano torna a farsi vedere in tutto il suo splendore.

Highlight del giorno: Aver superato la mia paura di camminare nel bosco da sola, è stata una delle esperienze più belle e immersive della mia vita.

Giorno 5 – Viana do Castelo → Vila Praia de Âncora

Distanza: 19 km Tempo: 4,30 ore Passi: 29.673

Per questa tappa scelgo il percorso ufficiale, quello che entra nell’entroterra invece di seguire la costa. Un ritmo diverso: campi, colline e paesi tranquilli come Areosa e Carreço, con la collina di Santa Luzia a fare da punto di riferimento all’inizio. Chi vuole può scegliere la variante costiera — non segnalata, ma semplicissima da seguire tenendo il mare alla sinistra. Entrambe le opzioni portano a Vila Praia de Âncora, borgo di pescatori con una spiaggia enorme.

Dove ho dormito? Bombarda 51 — ostello privato a 500 metri dalla spiaggia, lenzuola incluse e personale gentilissimo. Costo: 24 euro.

Highlight del giorno: È stata la tappa più impegnativa, tra sali e scendi continui, mi ha dato tanta fiducia in me stessa.

Giorno 6 — Vila Praia de Âncora → Caminha

Distanza: 9 km Tempo: 2.30 ore Passi: 19.400

Ultima tappa in Portogallo. Il percorso lungo la costa è scenografico dall’inizio alla fine: verde ovunque, scogliere che si affacciano sull’Atlantico e un’atmosfera che fa camminare più lento, quasi per non finire troppo in fretta. Il consiglio è uscire dal percorso ufficiale e seguire la costa, passando per il Parco Naturale nei pressi della Praia do Camarido: vale ogni metro in più, è uno di quei posti che non ti aspetti e che resta in mente.

Si arriva a Caminha con una sensazione strana: il giorno dopo si attraversa il confine e si entra in Galizia. Il Portogallo finisce qui, e si sente.

Dove ho dormito? Arca Nova Guest House — ostello privato con aria condizionata, lenzuola incluse e bagno con doccia, con possibilità di acquistare una colazione a buffet.

Highlight del giorno: Tappa breve, proprio quello di cui avevo bisogno per ricaricare le pile. Grazie al consiglio di un local, ho attraversato il parco naturale della Praia do Camarido, godendomi il paesaggio con più calma e leggerezza.

Giorno 7 — Da Caminha a O serrallo

Distanza: 23 km Tempo: 5,30 ore Passi: 37.200

La tappa che porta dal Portogallo alla Spagna, attraversando il fiume Minho ed entrando in Galizia. Di questo giorno non ho documentato il dettaglio passo per passo come per gli altri, ma è la cerniera silenziosa tra le due metà del Cammino: da qui in avanti il paesaggio, l’accento e persino le frecce cambiano leggermente colore.

Dove ho dormito? Alojamiento Camino Portugués Oia — qui ho alloggiato in una camera doppia privata insieme a un’altra pellegrina, dato che per quella notte non c’erano altre opzioni (la struttura dispone anche di camerate in stile ostello a 18 euro). Posizione ottima, cucina condivisa e balcone vista mare. Costo: 25 euro a testa.

Highlight del giorno È stata una delle giornate più belle che io ricordi. Attraversare il confine tra Portogallo e Spagna su un piccolo motoscafo, camminare sotto la pioggia circondata da un panorama mozzafiato e, soprattutto, gli incontri di quel giorno: Giuseppe, che cammina portando con sé il suo progetto del sassolino che sta facendo il giro dei cammini, e Roberto Antonio, che ha fatto del cammino la sua ragione di vita.

Giorno 8 — O Serrallo → Nigran

Distanza: 23,35 km Tempo: 6 ore Passi: 38.570

Una tappa che ha tutto. Si parte rasoterra, tra villaggi sul lungomare e ponti di metallo sulla foce dei fiumi, poi si sale: il Camiño da Portela, con una pendenza del 20%, è il tratto più impegnativo ma anche il più magico: sentiero antico in lastre di pietra, cancelli da aprire e chiudere, faro in lontananza sull’oceano e silenzio totale. Uno dei tratti più belli dell’intero Cammino.

Si scende verso Baiona con una vista spettacolare sulle isole Cíes e sull’estuario di Vigo, si attraversa il ponte romanico di A Ramallosa — attenzione al bivio dopo il ponte, bisogna seguire le frecce verdi a sinistra per restare sul costiero — e poi si cammina lungo una sequenza di spiagge una dopo l’altra: Playa América, Panxón, Patos. Le Cíes sempre lì, sullo sfondo.

Si arriva a Nigrán con le gambe che parlano, gli occhi pieni e una consapevolezza in più: si è esattamente a metà cammino.

Highlights del giorno:

La tappa di oggi non è stata una delle più facili: ero davvero stanchissima e, come se non bastasse, abbiamo avuto parecchi problemi con l’hotel in cui dovevamo alloggiare.

Fortunatamente la giornata ha preso una piega completamente diversa. Oggi era il compleanno della mia compagna di cammino e, per festeggiare, abbiamo deciso di chiudere la serata in bellezza: ci siamo regalate una splendida cenetta stile picnic sulla spiaggia, dimenticando tutta la fatica con i piedi nella sabbia.

Fine della prima parte. Nella seconda metà del racconto: da Nigrán a Santiago de Compostela, attraverso Vigo, Redondela, Pontevedra, le terme di Caldas de Reis e gli ultimi chilometri fino alla meta.

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